Geografie Sensibili _Musei Civici Monza – 2025
Nicola Filia | Temporary City
Geografie Sensibili | Musei Civici di Monza
Nel 2025 la rassegna MonzART — promossa dalle gallerie d’arte contemporanea di Monza in collaborazione con i Musei Civici di Monza — ha presentato la mostra “Geografie Sensibili”, allestita nel chiostro e nella torre di vetro dei Musei Civici (via Regina Teodolinda, Monza). L’esposizione è stata visitabile dal 3 ottobre al 2 novembre 2025, negli orari di apertura del museo. L’ingresso al chiostro era gratuito.
La mostra ha presentato quattro opere scultoree site-specific di artisti contemporanei, ciascuna proposta da una galleria diversa e concepita in dialogo con lo spazio museale:
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Muro di bosco di Claudio Borghi — curato da LEO Galleries (corten).
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Umanità in costruzione di Carlo Guzzi — curato da ARCgallery (legno, corda, macerie).
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Temporary City di Nicola Filia — curato da ARTI<>STA (mattoni scolpiti e smaltati).
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Il giardino delle interiora di Andrea Meregalli — curato da VILLACONTEMPORANEA (manichino in plastica dorata e piante). Arc Gallery Arte Contemporanea
La mostra si inseriva nell’ambito di MonzART, la quarta edizione di una manifestazione che promuove l’arte contemporanea sul territorio monzese attraverso mostre, appuntamenti, visite guidate e aperture straordinarie delle gallerie privati e dei musei cittadini. comune.monza.it
Geografie Sensibili non è stata una semplice mostra di scultura, ma una riflessione sul nostro tempo e sul rapporto tra uomo, ambiente e città. Le opere in dialogo con il chiostro medievale e la torre di vetro dei Musei Civici hanno messo in tensione il contesto storico con la sensibilità contemporanea: la scultura si confronta con l’architettura, e l’installazione si lascia attraversare dal tempo e dall’esperienza dei visitatori. Musei Civici Monza
La presenza di Temporary City — presentato da ARTI<>STA — si colloca in questo dialogo come una riflessione sul paesaggio urbano in transizione, dove i segni materiali delle città si fanno metafora di processi collettivi di costruzione, decostruzione e riuso. La scelta dei materiali, come la ceramica smaltata dei mattoni scolpiti, richiama la stratificazione delle esperienze urbane: la città come organismo fragile ma resiliente, tanto fisico quanto simbolico.
Nel complesso, l’iniziativa ha voluto offrire uno sguardo sulla sensibilità contemporanea alla forma, allo spazio e alla memoria dei luoghi, sottolineando la capacità dell’arte di leggere e reinterpretare i tempi che viviamo. La partecipazione delle diverse gallerie ha contribuito a creare una narrazione collettiva e pluralista, in cui scultura e installazione dialogano con la città, il museo, e con il pubblico che li attraversa.
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